“Eros+Thanatos - L’albero delle vite e delle morti” di Davide Bazzerla a cura di Giovanni Flore: centinaia di fotografie, pescate e rese anonime dalla rete, sono appese ai rami di due alberi, per offrirsi allo sguardo e alla presa dei visitatori. La rete è il luogo di nascita di questa opera: Davide Bazzerla confeziona sui social network composizioni di immagini, un’infinita sciarada qui ricostituita come frammenti di un discorso di vita e di morte. Energia della creazione e potenza della distruzione. Il dualismo è deliberatamente rappresentato. Le molecole della vita e quelle della morte non vivono invece alcuna contrapposizione. Sono presenti insieme, dovunque convivono – si nutrono di un gioco di specchi, si amano. Le immagini sono cariche delle interazioni e delle assonanze create sui social network, dove si sono originate. Qui appaiono deflazionate dell’irrilevanza inflitta dalla Rete per la loro natura di peccato digitale. Una volta stampate, manipolate, associate, esse torneranno ad avvicinarsi alle persone, fino a poter entrare nelle loro tasche. Davide Bazzerla lavora con immagini altrui, di ogni provenienza. Le tratta e le manipola, ne riversa l’entità digitale sulla carta, le offre agli anonimi in un gesto di appropriazione che ne ristabilisce un valore. E’ una sorta di scambio equo fatto di tali asimmetrie – l’autore dell’immagine, il detentore dei suoi diritti, il soggetto ritratto, coloro che l’hanno distribuita in rete, l’arbitrio di chi elide tutto ciò e ne riconfigura il senso, la mano del visitatore che la sceglie o la scarta – da renderlo più simile alla scena di un crimine.

“Eros+Thanatos – The Trees of Lives and Deaths”, by Davide Bazzerla curated by Giovanni Flore : hundreds of pictures, caught from the Net and thus made anonymous, hang from the branches of both trees, at the visitors’ sight and hands full disposal. The Net is where this artwork comes from: Davide communicates via the social networks its image compositing, a never ending charades here configured as fragments of a discourse about life and death .The energy of creating and the power of destructing. This dichotomy is represented out of any doubt. But life and death’s molecules don’t live versus, they live with. They entail each other – they feed of a game of mirrors, they love each other.The images also means both interactions and assonances produced over the social networks, where they come from. Depreciated of the irrelevance inflicted by the Internet because of their nature of digital sin – once printed, manipulated, associated, they will be closer to viewers, up to coming into their pockets.Davide Bazzerla makes use of other authors’ works, from all fields. He manipulates them and, by translating their digital entity onto paper, he gives them away anonymously, through a single gesture of appropriation to restore their value.It is a sort of equal exchange made of a number of asymmetries – the author, the copyright owner, the portrayed subject, the distributor, the art-maker abusing them all to restore the image within a new meaning, the user’s hand that picks up or reject it – to turn it into the scene of a crime.